Ritorno a Santa Maria ai Monti

29.1.2011: approfittando delle nevicate della settimana appena trascorsa, e nell’imminenza di una domenica che tutti i meteo prevedono piovosa, decido all’ultimo minuto di tornare al rifugio sul monte Campanaro con una bella camminata sulla neve.

Solita partenza dal traforo di Agerola, ormai anche i cani pastore non mi abbaiano più! Al primo tornante prendo una traccia sulla destra per abbreviare il percorso e immediatamente noto con stupore che il sentiero non solo è segnato con il nastro bianco-rosso ma nemmeno invaso dai soliti rovi e arbusti… mah! Non è un sentiero ufficiale, nemmeno di quelli della rete di Agerola, comunque proseguo spedito e dopo un po’, combinazione, raggiungo un escursionista che, forbici e nastro alla mano, sta letteralmente riaprendo il sentiero! Proseguiamo per un po’ assieme, mi spiega che fa parte della sezione CAI di Castellammare di Stabia e sta preparando un’escursione che dirigerà da lì a due settimane, da Agerola a Pontone passando per l’Alta Via e il Vrecciaro. Dopo un po’ di chiacchiere ci separiamo, non prima di avermi dato un paio di volantini con il programma escursionistico del CAI Stabia, io ricambio con la promessa che sicuramente un giorno faremo qualche escursione assieme.

Lungo il sentiero la neve diventa sempre più alta, all’Imbarrata ce ne saranno almeno 30cm. Da qui si entra nella Riserva dell’Alta Valle delle Ferriere per sbucare ai pianori sotto il monte Rotondo; pochi minuti e si è già al Piano del Ceraso: anche qui, lontano dagli alberi, la neve è alta e soffice, le temperature non sono per niente basse. Al rifugio di Santa Maria ai Monti sono appena dieci minuti di cammino. Dopo la visita d’obbligo al belvedere di monte Campanaro, che apre la vista su Ravello e la Costiera Amalfitana, torno al rifugio e usufruisco dell’unica stanza accessibile perché fuori è tutto bagnato: all’interno poche cianfrusaglie e qualche sacco di rifiuti che bisognerebbe portare giù col mulo. Pranzo veloce e piccolo riposo prima di intraprendere la via del ritorno. Il percorso è lo stesso dell’andata e ci sarà solo una breve deviazione per raggiungere un rudere, pochi metri più in basso rispetto al sentiero, che ho sempre intravisto fra gli alberi e mai visitato: niente di che, solo quattro mura e manca il tetto, ma nella radura antistante qualcuno ha attrezzato un tavolo, è un buon posto dove in futuro ci si potrà fermare per mangiare comodi (ma niente fuochi, tra l’altro è all’interno della riserva). Lì intorno sono soliti pascolare dei cavalli che vivono allo stato semi brado, anche oggi ne vedo uno che mi osserva attentamente, a discreta distanza e semi nascosto tra gli alberi.

Dopo la deviazione si torna veloci verso il traforo, provvedendo, carta e gps alla  mano, ad individuare l’attacco sull’Alta Via di un sentiero che scende diretto ad Agerola per Fiobana e il vallone del rio Penise (il 91 della rete agerolina): dopo essermi affacciato nel vallone preferisco tornare per la solita strada, rimandando alla prossima escursione la percorrenza di questa nuova traccia. Da lì al colle Sant’Angelo e al traforo sono pochi km, ed ormai anche la neve è quasi scomparsa.

Traforo di Agerola (705) – Colle Sant’Angelo (980) – Imbarrata (1040) – bivio di Monte Rotondo (1020) – Piano del Ceraso (1031) – S.M. ai Monti (1039) e ritorno.

Altre escursioni a Santa Maria ai Monti sono qui

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